Si aprono oggi 6 febbraio 2026
i XXV Giochi Olimpici invernali e a seguire si svolgeranno dal 6 al 15 marzo
i Giochi Paralimpici: sono diversi gli sport che grazie alla visibilità di questo evento mondiale raggiungono popolarità e sempre nuovi appassionati.
Sono oltre 3500 gli atleti accreditati da 92 nazioni e nello specifico sono più di 600 quelli alle Paralimpiadi, provenienti da 50 Paesi: gli atleti prenderanno parte alle sfide delle discipline più note come lo sci e lo snowboard ma negli ultimi anni sta crescendo la passione anche per altre attività sportive che si svolgono sulla neve e sul ghiaccio.
Vediamo insieme al
Dottor Davide Paratore – dell’
Ortopedia e Traumatologia di
Ospedale Cortina struttura ospedaliera polispecialistica accreditata SSN di GVM Care & Research –
alcuni esempi di sport invernali, per approfondire
quali sono i loro benefici, i carichi articolari e quali muscoli sono più sollecitati.
Curling, resistenza fisica e forza
Questo sport nasce nel nord Europa, in Scozia, quando il freddo invernale trasformava i laghi ghiacciati in veri e propri spazi di aggregazione. Riconosciuto dalla FISG Federazione Italiana Sport del Ghiaccio dal 1953, ha conquistato la popolarità nel nostro Paese con
il suo esordio nei Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006.
“? una disciplina che richiede soprattutto forza e resistenza fisica” – ci spiega il Dottor Paratore.
La pietra di granito - stone – caratteristica di questo gioco, può arrivare a pesare circa 20 kg. Dotata di un manico superiore, l’atleta deve imprimere rotazione e direzione. “
Gomiti, polsi, schiena e ginocchia sono molto sollecitati. Occorre mantenere – specifica il Dottore –
stabilità e controllo dei movimenti per evitare cadute e cedimenti dovuti ai continui sforzi e al sovraccarico sulla schiena e sulle ginocchia. L'allenamento è mirato a sviluppare
elasticità, equilibrio, sincronismo, a rinforzare in generale le braccia, la parte inferiore del corpo, addominali e zona lombare. Infine,
lavorare sulla respirazione, sulla resistenza cardiovascolare e sul controllo mentale ha un ruolo fondamentale come in tutte le attività sportive per assicurare la concentrazione e resistere quando siamo sotto pressione in gara.”
Biathlon, velocità e coordinazione
Il Biathlon maschile è all’interno del programma Olimpico dal 1960 dai Giochi di Squaw Valley in California, mentre quello femminile è stato integrato nel 1992. Nasce sempre nel Nord Europa, come addestramento militare e
combina le due discipline dello sci di fondo e del tiro con la carabina.
Nella sua prima fase, è
la resistenza dello sci di fondo che la fa da padrona, poi in una seconda fase entrano in gioco soprattutto
la concentrazione e la precisione del tiro a segno, con i poligoni da colpire con la carabina lungo il percorso. “
Polmoni, cuore e muscoli sono messi a dura prova con una intensità costante – ci spiega il Dottor Paratore. In allenamento si punta a
rafforzare la resistenza cardiovascolare, l’equilibrio, il controllo fisico, respiratorio, mentale oltre all’affinamento delle capacità tecniche.”
“? fondamentale allenarsi a gestire i passaggi rapidi da una fase all'altra e occorre prepararsi con un lavoro davvero multidisciplinare. L’atleta affronta ancora una volta una sfida unica, gli sono richiesti
resistenza, velocità, precisione e controllo in tutti i momenti della prova. Si consiglia ad esempio un vero e proprio
cross-training, allenamenti misti che possono unire la corsa e il ciclismo e consentano anche un recupero rapido tra gli allenamenti più intensi” – conclude il Dottore.
Hockey su ghiaccio, agilità ed equilibrio
Nato in Canada, dove nel tempo è diventato sport nazionale, è entrato come disciplina maschile nel 1924 nei Giochi Olimpici Invernali di Chamonix in Francia e come disciplina femminile nel 1988 in Giappone.
In questa disciplina si potenziano
coordinazione, agilità, equilibrio e forza fisica soprattutto delle
articolazioni di spalla, gomito, scapolo-toracica, coxo-femorale, e del ginocchio. “Dal punto di vista della frequenza cardiaca si tratta di
uno sport ad alta intensità – specifica l’Ortopedico - richiede
resistenza e grinta nei momenti di contatto fisico. In allenamento è necessario potenziare anche le capacità di reazione e la capacità di coordinazione oculo-muscolare.”
L’Ospedale Cortina sul territorio delle Olimpiadi
Ricordiamo che il complesso ospedaliero di Cortina è composto dai
Padiglioni Codivilla e Putti: il Padiglione Codivilla è al centro di un importante progetto di riqualificazione e ampliamento - da parte di GVM Care & Research - che lo vede trasformarsi in un ospedale moderno, tecnologico e orientato anche alla prevenzione e ai percorsi di longevity.
Durante i Giochi Olimpici Invernali Milano–Cortina 2026,
il Codivilla è dedicato alla famiglia olimpica e viene gestito dalla Ulss 1 Dolomiti, rivolgendosi quindi esclusivamente agli atleti, staff e delegazioni.
Al termine dei Giochi, tornerà in gestione a GVM Care & Research e a disposizione del territorio, di residenti e turisti.
Il Padiglione Putti, invece,
pienamente operativo, ospita
il Punto di Primo Intervento,
la Diagnostica per Immagini, l’area di Ortopedia e Traumatologia,
la riabilitazione e, dal 2025, una nuova sala operatoria accreditata dedicata sia alle urgenze sia agli interventi programmati (protesi, artroscopie, protocolli Fast Track).
Il Fast Track con il Percorso Trauma
"Nel dettaglio - ci spiega sempre il Dottor Paratore - abbiamo avviato
il Percorso Trauma che comprende, in sintesi,
un percorso Fast Track grazie al quale
il paziente viene valutato e operato nel minor tempo possibile - preferibilmente in giornata - dopo essere già stato trattato con adeguata analgesia, e, dal giorno stesso o al massimo da quello successivo, inizia la fase riabilitativa. Nel contempo verrà indirizzato verso un percorso
wellness, al fine di
recuperare il prima possibile le capacità motorie e favorire il ritorno, o l'inizio, dell'attività ginnico-sportiva. Ovviamente tutto ciò comprende l'intervento di varie figure professionali, tra cui Internista, Cardiologo, Anestesista, Ortopedico, Fisioterapista, Psicologo, Personal Trainer, ecc. Tutto ciò anche al fine di
evitare nuovi traumatismi e problematiche future."