La
RM neurologica ¨¨ un’indagine diagnostica che consente di studiare in maniera approfondita, senza l’utilizzo di radiazioni ionizzanti, il
sistema nervoso, sia
centrale (encefalo e midollo spinale) che
periferico (gangli nervosi e nervi).
Abbiamo chiesto al
dott. Leo Spagnolo, medico neuroradiologo dell’
Unit¨¤ operativa di Diagnostica per immagini di
Citt¨¤ di Lecce Hospital, quali patologie consente di diagnosticare la Risonanza Magnetica neurologica, come funziona e quando viene somministrato il mezzo di contrasto per eseguirla.
La neuroradiologia
La neuroradiologia ¨¨ una delle specialit¨¤ radiologiche che ¨¨ stata maggiormente avvantaggiata dall’introduzione della RM. La possibilit¨¤ di differenziare il tessuto nervoso in tutte le sue componenti fisiologiche e patologiche, infatti, ha consentito
avanzamenti negli studi di specialit¨¤ fino a qualche anno fa impensabili.
L’esempio delle
Sclerosi Multipla ¨¨ altamente indicativo: la TC non consente una valutazione cos¨¬ sensibile e specifica della patologia quanto la RM che, attualmente, rappresenta il gold standard, cio¨¨ l’esame pi¨´ accurato per confermare un dubbio diagnostico tra tutte le metodiche, anche di laboratorio. Ma ¨¨ l’indagine ottimale anche per monitorarne l’andamento, programmare i trattamenti farmacologici, individuare la comparsa di malattie infettive opportunistiche legate all’uso di alcuni farmaci.
Cosa consente di diagnosticare la RM neurologica
A Citt¨¤ di Lecce Hospital ¨¨ stata installata recentemente la
RM Magnetom Sola da 1.5 Tesla, una delle tecnologie pi¨´ avanzate attualmente disponibili nell’ambito della diagnostica per immagini, che permette di diagnosticare tutta la patologia neurologica:
- cefalea;
- malattie vascolari;
- patologie flogistiche;
- malattie demielinizzanti;
- problematiche degenerative.
La RM neurologica consente anche, tra l’altro, la visualizzazione e la valutazione quantitativa del
flusso liquorale, la
valutazione angiografica intra ed extracranica senza e con mezzo di contrasto, lo
studio dei plessi brachiale e sacrale.
Risonanza Magnetica neurologica: come viene eseguita
La Risonanza Magnetica ¨¨ una apparecchiatura costituita da un potente
magnete e da un’antenna che invia al paziente sdraiato all’interno del magnete onde radio captate da un ricevitore a radiofrequenza, che un computer trasforma in immagini di alta ±ç³Ü²¹±ô¾±³Ù¨¤.
La RM determina un contrasto tra i vari tessuti corporei maggiore rispetto alla TC, e consente di effettuare alcuni tipi di angiografia senza l’uso di mezzi di contrasto. L’utilizzo di software per le cosiddette “tecniche avanzate” come la diffusione, la spettroscopia e la perfusione, poi, pu¨° consentire una
precisa caratterizzazione tissutale, mentre con software di risonanza magnetica funzionale (RMf) si ottiene una visualizzazione dell’attivazione corticale durante l’esecuzione di determinate attivit¨¤ motorie e sensitive.
Alcuni device metallici e corpi estranei nel paziente (come schegge metalliche) potrebbero non consentire l’esecuzione dell’esame, mentre la controindicazione assoluta del
pacemaker ¨¨ oggi superata, dal momento che i nuovi pacemaker sono RM compatibili e ampiamente affidabili (il loro spegnimento deve essere, per¨°, programmato ed effettuato dal cardiologo, avendo cura di esibire in precedenza tutta la documentazione relativa allo strumento impiantato).
La “
±ç³Ü²¹±ô¾±³Ù¨¤” di una RM si comprende da alcuni aspetti ingegneristici dell’hardware:
- l’intensit¨¤ massima del gradiente viene misurata in unit¨¤ di milliTesla per metro (mT/m);
- il tempo di salita viene misurato in millisecondi;
- la velocit¨¤ di rotazione viene misurata in Tesla per metro al secondo (T/m/s).
Classicamente il range di questa risposta varia da 50 T/m/s (RM a basso campo) fino a 200 T/m/s (RM superconduttive ad alto campo), come quella presente presso Citt¨¤ di Lecce, apparecchiatura con cui possono essere eseguiti, in
tempi pi¨´ rapidi e con risoluzione spaziale e di contrasto maggiore rispetto alle macchine a basso campo, sia esami morfologici di qualsiasi tipo, in qualsiasi distretto corporeo, che esami funzionali, utilizzando i software dedicati.
La somministrazione del mdc
La
somministrazione del mezzo di contrasto (mdc) durante la RM ¨¨ una prerogativa del medico radiologo, strettamente correlata con la patologia del paziente. Nella maggior parte dei casi ¨¨ utile non per individuare quello che non si riesce a vedere prima della sua somministrazione, ma piuttosto a specificare e - quindi - ad affinare o a giungere a una diagnosi accurata su quanto gi¨¤ visibile nelle sequenze effettuate prima della sua iniezione.
Per poter somministrare il mdc, ¨¨ necessario che il paziente esegua una
valutazione preventiva della funzionalit¨¤ renale tramite analisi ematochimiche.