L’intervento di
artroprotesi d’anca è oggi uno dei più frequenti in ambito ortopedico.Il
Dott. Maurizio Bergami responsabile dell’U.O. di Ortopedia e Traumatologia di
San Pier Damiano Hospital di Faenza, dove si trova un’equipe di medici specializzati nell’artroprotesi d’anca con trattamento chirurgico
mininvasivo, ci illustra i vantaggi dell’intervento di protesi all’anca con
tecniche mininvasive, soprattutto sul decorso
post-operatorio.
Per quali pazienti è indicato l’intervento di protesi all’anca?
Questo tipo di intervento è indicato principalmente per i pazienti affetti da artrosi dell’anca, che può avere diverse cause:
- artrosi idiopatica: si sviluppa nel tempo in modo spontaneo, senza che sia possibile identificare una causa precisa; è generalmente legata all’invecchiamento fisiologico;
- artrosi post-traumatica: conseguente a infortuni o traumi;
- artrosi da necrosi della testa del femore (o necrosi cefalica del femore): causata da una cattiva vascolarizzazione e può quindi insorgere anche in assenza di traumi.
Sebbene l’intervento di artroprotesi dell’anca sia più comune in persone in età avanzata, questo tipo di trattamento può essere necessario anche in soggetti più giovani quando le terapie tradizionali non permettono di garantire una buona qualità della vita.
Come si svolge l’intervento?
Le opzioni chirurgiche per la protesi d’anca prevedono interventi con
mini-incisioni, che possono essere effettuate per via laterale, via anteriore o, in alcuni casi, per via posterolaterale. La scelta della via di accesso per l’impianto della protesi dipende da vari fattori, come la costituzione del paziente e fa parte delle valutazioni eseguite per mettere a punto il percorso terapeutico personalizzato.
Grazie alle tecniche moderne e all’uso di procedure mininvasive, oggi l’intervento dura circa 20-25 minuti.
Quali sono i vantaggi dell’approccio mininvasivo?
Tra le caratteristiche principali dell’approccio mininvasivo c’è il rispetto dei tessuti (in particolare dei muscoli), e questo comporta alcuni vantaggi fondamentali come: la riduzione dello stress operatorio associata a minori perdite di sangue e a una diminuita sensazione di dolore post-operatorio, il recupero è più rapido e si riducono i tempi di degenza ospedaliera, inoltre l’impatto estetico della cicatrice è limitato.
Come si svolge il recupero post-operatorio dopo l’intervento di protesi all’anca?
Rispetto al passato, oggi l’approccio mininvasivo permette un recupero post-operatorio molto più rapido. I pazienti vengono mobilizzati molto presto e già il giorno successivo all’intervento vengono messi in piedi.
Per la deambulazione, i pazienti sono supportati inizialmente dall’uso del girello, poi si passa alle stampelle o ai bastoni, fino a quando sono in grado di muoversi e di fare le scale in autonomia.
In generale, i pazienti vengono dimessi dopo circa 6-7 giorni dall’intervento e tornano a casa in condizioni di
autosufficienza. Una volta a casa, è importante che proseguano il percorso riabilitativo con sedute di fisioterapia per due volte alla settimana e, in seguito, praticando abitualmente la cyclette per migliorare la mobilità dell’articolazione.
Indicativamente, quanto può durare una protesi all’anca?
Nella maggior parte dei casi, la qualità dei materiali protesici impiegati oggi assicura una durata molto lunga della protesi, di circa 20 anni. L’intervento di revisione della protesi si rende necessario solo in casi particolari, per esempio in persone che hanno subito l’artroprotesi da giovani.