La prostata ¨¨ una ghiandola situata appena al di sotto della vescica, davanti all'intestino retto. La sua funzione principale ¨¨ quella di produrre il liquido prostatico, uno dei costituenti dello sperma, che contiene gli elementi necessari a nutrire e veicolare gli spermatozoi. La prostata svolge anche un ruolo nel controllare il flusso di urina: le fibre muscolari della prostata circondano all'uretra e sono sotto il controllo del sistema nervoso involontario, la contrazione di tali fibre causa un rallentamento o anche un arresto del flusso di urina.
In condizioni normali – spiega il
prof. Sergio Leoni, specialista Urologo presso il
Salus Hospital di
Reggio Emilia – la prostata ha una forma ovale, della grandezza di una noce, ma con il passare degli anni o a causa di alcune patologie pu¨° ingrossarsi fino a dare disturbi soprattutto di tipo urinario, questo perch¨¦ l’aumento di volume della prostata pu¨° provocare un’ostruzione del canale con conseguente cattivo funzionamento della vescica, che dovr¨¤ quindi esercitare uno sforzo maggiore per portare a termine la minzione.
E’ fondamentale distinguere il
tumore prostatico, che ¨¨ una neoplasia maligna, dall’
ipertrofia prostatica benigna (IPB), un ingrossamento benigno della prostata che fa aumentare le dimensioni dell’organo.
IPB e
tumore della prostata sono due malattie diverse e non correlate, che possono interessare anche insieme lo stesso organo. Il loro sviluppo ¨¨ riscontrato comunemente nell’uomo sopra i 40 anni, la sintomatologia ¨¨ quasi sempre legata all’
IPB, che presenta campanelli di allarme come flusso urinario ridotto e intermittente, sensazione di mancato svuotamento della vescica, bruciore e un aumento del numero delle minzioni, soprattutto di notte. Il
tumore prostatico invece, nelle sue fasi iniziali di sviluppo, ¨¨ totalmente asintomatico e per questa ragione la diagnosi precoce risulta difficile.
Il
tumore della prostata si manifesta quando alcune cellule all'interno della ghiandola prostatica si riproducono a una velocit¨¤ superiore rispetto al normale, provocando cos¨¬ una forma tumorale. Se trascurato, le cellule che causano questa patologia possono diffondersi invadendo le parti distanti del corpo, in particolare ossa e linfonodi.
Secondo i dati
AIRC (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro), il tumore della prostata ¨¨ uno dei tumori pi¨´ diffusi nella popolazione maschile e rappresenta circa il 20 per cento di tutti i tumori diagnosticati nell'uomo. I principali fattori di rischio per il tumore della prostata sono
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´Ú²¹³¾¾±±ô¾±²¹°ù¾±³Ù¨¤: le possibilit¨¤ di ammalarsi sono molto scarse prima dei 40 anni, ma aumentano sensibilmente sopra questa soglia d'±ð³Ù¨¤, e inoltre, il rischio di ammalarsi ¨¨ pari al doppio per chi ha un parente consanguineo con la malattia rispetto a chi non ha nessun caso in famiglia.
L’ipertrofia prostatica benigna invece, ¨¨ una patologia caratterizzata da un aumento di volume (ipertrofia), non canceroso, della ghiandola prostatica. ? causato da una crescita anomala del numero delle cellule prostatiche che ne aumentano le dimensioni. E’ per¨° da considerarsi benigna poich¨¦ interessa solo la zona centrale dell’organo, limitandosi a comprimerne i tessuti senza infiltrarsi al loro interno.
Quando e se compaiono disturbi, ¨¨ utile eseguire un approfondimento. Per una diagnosi precisa, oltre all’esplorazione rettale, funzionale a determinare l’ingrossamento della ghiandola, ¨¨ possibile una pi¨´ precisa analisi del volume dell’organo tramite ecografia sovrapubica ed ecografia transrettale. In questo modo si valutano anche la presenza di residui di urina e l’incremento dello spessore delle pareti vescicali che possono creare complicazioni. L’esame di
uroflussometria, che permette di misurare il flusso minzionale momento per momento e di riprodurlo in forma grafica, ¨¨ l’esame necessario per comprendere se la patologia ¨¨ tale da ostruire e incidere sulla modalit¨¤ minzionale.
Cogliere la differenza tra i segnali di un ingrossamento della prostata e le avvisaglie di un ben pi¨´ serio tumore alla prostata ¨¨ fondamentale. Non esiste una prevenzione primaria specifica per l’
ipertrofia prostatica, anche se sono note alcune utili regole comportamentali che si possono seguire facilmente nella vita di tutti i giorni, quali aumentare il consumo di frutta, verdura, cereali integrali e ridurre quello di carne rossa, soprattutto se grassa o troppo cotta e di cibi ricchi di grassi saturi.
Il
trattamento dell’IPB si avvale di vari strumenti terapeutici, con lo scopo di migliorare la sintomatologia del paziente, la sua qualit¨¤ di vita ed evitare le complicanze a lungo termine che vanno dalla ritenzione urinaria, alla calcolosi vescicale ed alla insufficienza renale cronica. Il primo approccio terapeutico ¨¨ di solito di tipo farmacologico, una terapia a lungo termine che a seconda dei casi, pu¨° essere sufficiente a curare i sintomi del paziente, ma che comunque non cura la prostata, ovvero non riduce il volume prostatico ai valori di origine per cui, molto spesso, per riottenere una buona funzione vescicale ¨¨ necessario ricorrere alla chirurgia.
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