Le principali patologie ortopediche del piede nell’adulto e nel bambino

Le principali patologie ortopediche del piede nell’adulto e nel bambino

Le patologie ortopediche del piede sono numerose e possono colpire: ossa, articolazioni, muscoli, tendini e nervi. Vanno distinte necessariamente in quelle che riguardano l’adulto e in quelle dei bambini.

Il dottor Michele Di Palo, responsabile della seconda Divisione di Ortopedia presso Villa Lucia Hospital, a Conversano ci spiega le diverse patologie, come si effettua la diagnosi, i trattamenti possibili e l’eventuale iter di riabilitazione.

Nell’adulto le patologie ortopediche del piede più comuni sono:
Nel bambino sono di frequente diagnosi:


Come vengono diagnosticate le problematiche ortopediche del piede?


Nell’adulto, già in fase clinica è possibile valutare la deformità del piede, ed effettuare una radiografia può confermare la diagnosi e offrire allo specialista un quadro più completo.

Nel bambino, generalmente si procede con un esame radiografico del piede in carico e con un esame baropodometrico, importante test per valutare il piattismo e il cavismo del piede.


Il trattamento del piede piatto in bambini e ragazzi


Il trattamento del piede piatto può avvenire a partire dall’età di 3 anni con un plantare, consigliabile fino a 7 anni. In seguito, è possibile intervenire con la chirurgia nei bambini che continuano ad avere questo tipo di problematica. Una valutazione fondamentale va effettuata tra gli 8 e i 12 anni. Dopo, infatti, il piede è già cresciuto e il trattamento chirurgico non è più possibile.

L’intervento consiste nell’inserimento di una piccola protesi tra l’astragalo e il calcagno, dura circa 10 minuti e si esegue in anestesia locale, in day surgery, con dimissioni in giornata, o con un giorno di ricovero.
 

Alluce valgo e dito a martello nell’adulto: i trattamenti possibili


Per l’alluce valgo esistono diverse possibilità, che vanno dalla mininvasiva al trattamento classico.

Il trattamento di Chevron, l’intervento chirurgico tradizionale, prevede un’incisione di 2 cm, per un’osteotomia della testa del metatarso e un riposizionamento della testa stessa con l’inserimento di una vite a interferenza. L’intervento dura circa 20 minuti, a meno che non ci sia la necessità di dover sistemare i metatarsi o il dito a martello.

Qual è l’iter di riabilitazione?


Nei primi 15/20 giorni il paziente indossa una scarpa “talus”, una calzatura ortopedica che evita di caricare la parte anteriore del piede. In seguito, esegue una riabilitazione di tipo metatarso-falangea, generalmente veloce, dato che lo stesso paziente, una volta tolti i punti, comincia naturalmente a tornare all’appoggio di tutto l’avampiede sul terreno. Tuttavia, è preferibile far lavorare correttamente con movimenti leggeri le articolazioni che sono state ferme per diverso tempo nella scarpa ortopedica.

Cos’è il neuroma di Morton?


Il neuroma di Morton è una patologia ultimamente molto frequente nell’ambito delle problematiche ortopediche del piede. Si tratta di un nervo intermetatarsale (spesso nel terzo spazio) che viene compresso, generando infiammazione.

Il paziente accusa immediatamente forti dolori a livello della pianta del piede, con difficoltà nella deambulazione e, spesso, l’impellenza a dover togliere la scarpa a causa di dolori urenti (una sensazione dolorosa percepita come bruciore).

La diagnosi avviene tramite una Risonanza Magnetica e l’unico trattamento possibile è l’intervento chirurgico, con l’asportazione del neuroma.

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Revisione medica a cura di: Dott. Michele Di Palo

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